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La fucina cavallari

La fucina è stata in funzione per più di due secoli: un laboratorio artigiano a suo modo alquanto specializzato e, per quanto semplice, attrezzata con accorgimenti tecnologici veramente interessanti. Questo è il risultato che si ottiene quando l'intellligenza e lo spirito d'osservazione si sposano in modo fecondo con l'abilità e l'esperienza delle generazioni che qui si sono succedute nella fatica e nel sudore.

fucina cavallariUn esempio è l'ingegnoso sistema utilizzato per creare il flusso d'aria continuo e sostenuto che alimenta le forge. Questa sorta di "mantice" funziona sfruttando la caduta dell'acqua all'interno di un tronco appositamente scavato e opportunamente lavorato per permettere l'entrata dell'aria ma non la sua uscita. Nella sottostante cisterna l'aria, compressa dall'acqua, raggiunge una pressione tale da poter essere convogliata tramite un tubo direttamente alle forge.

Tutta la parte idraulica è ingegnosa e nel contempo semplice. Un sistema di chiusini, ad esempio, viene regolato da un insieme di leve a bilanciere che possono essere azionate direttamente dal fabbro dall'interno del suo laboratorio. Un facile e immediato controllo dell'energia dell'acqua che viene modulato in funzione del lavoro svolto o dell'attrezzatura utilizzata. Le paratie di sfioro, quelle di spurgo della vasca d'accumulo... e tanti piccoli accorgimenti si colgono come nati sagacemente dall'esperienza e dalla capacità di osservazione. Le argute soluzioni adottate ci rimandano ad un mondo, quello dell'artigianato locale, spesso messo in ombra dalla cultura contadina, settore economico dominante, sicuramente più studiato e documentato.

Ma la Fucina Cavallari possiede un suo raro fascino anche per la possanza delle sue attrezzature: dalle grandi ruote idrauliche all'imponente mola. La potenza del grande maglio è tale che - si racconta - i suoi colpi fossero uditi fino a Teglio.

La sistemazione ed il restauro di questa fucina, effettuato dalla Comunità Montana Valtellina di Sondrio, sono stati dettati dalla volontà di non disperdere un patrimonio culturale significativo. Si è voluto far risorgere e mantenere questo luogo della "memoria e del lavoro" quale testimonianza, anche didattica, di come la semplicità tecnologica delle attrezzature utilizzate dalle generazioni del passato presentava soluzioni argute ed efficaci, quasi mai banali.
Per visitare la Fucina:
Comune di Castello dell'Acqua, tel. 0342 482206

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